Avana cliff

A Cuba sono tornate le tasse. Erano state abolite nel 1959, quando tutta l’economia era diventata statale. Poi nel 1994, con la fine del sussidio sovietico e la timida apertura alle prime piccole imprese – nei settori della ristorazione e del turismo – era stato reintrodotto un primo sistema di imposizione progressiva: il 15 per cento per chi guadagnava più di 10 mila pesos cubani l’anno (circa 400 dollari); il 50 per cento per chi oltrepassava i 50 mila pesos l’anno (2.000 dollari).
28 DIC 12
Ultimo aggiornamento: 18:34 | 11 AGO 20
Immagine di Avana cliff
A Cuba sono tornate le tasse. Erano state abolite nel 1959, quando tutta l’economia era diventata statale. Poi nel 1994, con la fine del sussidio sovietico e la timida apertura alle prime piccole imprese – nei settori della ristorazione e del turismo – era stato reintrodotto un primo sistema di imposizione progressiva: il 15 per cento per chi guadagnava più di 10 mila pesos cubani l’anno (circa 400 dollari); il 50 per cento per chi oltrepassava i 50 mila pesos l’anno (2.000 dollari). Ma il reddito medio dei cubani è di 228 dollari l’anno e quasi tutti i guadagni extra sono in nero: allo stato non ne è venuto quasi niente. Ora però l’agenda di Raúl Castro prevede un’ampia privatizzazione e, sebbene i 398.557 lavoratori privati ufficialmente registrati dal ministero del Lavoro e della sicurezza sociale a fine novembre siano meno di quanti ne avrebbe voluti il governo per arrivare all’obiettivo di 900 mila “cuentapropistas” entro cinque anni, una nuova fase inizia il primo gennaio con l’introduzione di 19 nuove imposte. Sull’ambiente, sulle vendite, sulle eredità, sulle terre coltivabili, sulle concessione di licenze e tre tipi diversi di contribuzioni, compresa quella per la sicurezza sociale.
Poiché le ricerche di petrolio nelle acque cubane continuano a non dare risultati, l’idea è di ricavare finalmente un po’ di risorse per poter aumentare gli stipendi ai dipendenti pubblici e introdurre a Cuba un ulteriore volano di meritocrazia. Per evitare di soffocare i nuovi imprenditori, sarà introdotto anche un sistema di deduzioni per costi di produzione che con i contadini arriverà al 70 per cento e per gli altri piccoli imprenditori al 40 per cento, mentre un’imposta sul lavoro al 20 per cento sarà ridotta entro il 2017 al 5 per cento, con l’esenzione per le imprese sotto i 5 dipendenti.
L’imposizione generale sul reddito e un 2 per cento sulle rendite sono pure stabilite in linea di principio, ma rinviate in concreto “a quando ce ne saranno le condizioni”. La democrazia, si ricorderà, è nata dal principio del “niente tasse senza rappresentanza”. E chiedere di pagare le tasse a tutti, mantenendo l’attuale regime non rappresentativo, avvicina il governo di Raúl Castro a sfide (e conseguenze) decisamente inedite.